Seminario di Commedia dell’Arte
diretto da Ivano Picciallo

L’uomo ha sempre sentito il bisogno di coprire il volto, di mascherarsi.

L’attore posto di fronte ad una maschera incontra necessariamente se stesso, perché se è vero che la maschera nasconde il volto, scopre però tutto il resto.

Il codice, quello della commedia dell’arte (o del mestiere), obbliga l’attore a mettersi in discussione per servire un personaggio distante da sé, che gode di una forma espressiva propria. Una partitura con struttura e ruoli fissi, un canovaccio, diventa una gabbia invisibile dove chi recita è costretto a scoprirsi per cercare la propria libertà scenica.

Il training fisico sarà il mezzo che permetterà di trovare l’ideale condizione psico/fisico/emotiva per accogliere la maschera. Riconoscere e destrutturare i propri vezzi e vizi espressivi, fisici e vocali, abbandonarsi ad una controllata incoscienza, rischiare d’incontrare le proprie paure e i propri limiti per raggiungere una consapevolezza di sé in maschere e in scena.

Appresi i principi e le regole che muovono l’attore nel codice della commedia dell’arte e costruito un proprio personaggio in maschera (Zanni, Pantalone, Innamorato, ecc…), si ricercherà il gioco di relazione e di potere dei vari personaggi attraverso il testo Le Furberie di Scapino di Moliere.

Autore del XVII secolo, precursore di quel rinnovamento teatrale, meno legato alle convenzioni del teatro in maschera, ma proteso verso una naturalezza realistica. Sarà la sua nuova scrittura a permettere agli attori del suo tempo, e non solo, di indagare sul medesimo principio che muove la costruzione di un personaggio in maschera di cuoio e non.

“L’ANATOMIA DELLE EMOZIONI” con Francesca Sambataro

Agganciare con successo le emozioni al personaggio che si porta in scena vuol dire arrivare al cuore di chi ci guarda e tenere l’attenzione viva.
Prestare emozioni vere ad un personaggio di finzione in un contesto che non esiste non è così facile, e tentare di rievocare le esperienze dolorose o felici per rivivere un’emozione sul set, spesso finisce per anestetizzare il nostro bagaglio emozionale.
Richiamare le emozioni stimolando un’ area ben specifica del nostro corpo in cui l’emozione stessa si riflette è lo scopo di questo laboratorio.
ABITARE IL CORPO
“Annegare e respirare” Andare in profondità e costruire una via d’uscita.

ALLESTIMENTO SAGGIO

E’ previsto un saggio di fine anno ad inizio giugno. Gli allievi del biennio coinvolti, lavoreranno all’allestimento per un periodo antecedente alla data di circa 20 gg. Durante l’anno è prevista anche una verifica\esame di tutte le materie studiate, alla presenza di tutto il corpo docente e della direzione artistica  e didattica.